Cosa (non) sanno gli italiani sulle farine

Farine…queste sconosciute! Un’indagine recentemente condotta dall’Istituto di ricerca Doxa per ITALMOPA, Associazione Industriali Mugnai d’Italia, attesta come ci sia talvolta disinformazione attorno alla farina, evidenziando, inoltre, la responsabilità dei mass media nel veicolare notizie a volte poco attendibili. 

Ben il 42% degli intervistati ha, infatti, ammesso di basarsi sui programmi televisivi per informarsi sulla scelta di quali alimenti consumare: un dato di grande rilevanza, che attesta il ruolo di primaria importanza rivestito oggi dai mezzi di comunicazione a supporto del tema food.

Ben il 55% degli intervistati associa, ad esempio, la farina di frumento tenero alla pasta, prodotta invece con le semole di frumento duro, mentre il 65% ritiene che l’Italia importi una quantità rilevante di farina da altre nazioni quando le importazioni di farine costituiscono solamente lo 0,2% dell’utilizzo totale. Le importazioni, infatti, non riguardano la farina, ma il frumento, a seguito di deficit quanti-qualitativo della produzione nazionale.

Quasi la metà degli intervistati, inoltre, è convinta che sarebbe bene eliminare o ridurre fortemente il consumo di prodotti contenenti glutine, anche per chi non è celiaco o intollerante al glutine: un errore di percezione enorme, dettata anch’esso da quanto viene divulgato dai mass media e molto spesso dalle “bufale” social, in quanto cereali e farine che derivano dal glutine sono fonte importante di energia, derivata da carboidrati e proteine, e apportano fibra, vitamina E, alcune vitamine del gruppo B, il magnesio e lo zinco.

Un ultimo dato interessante riguarda il calo dei consumi: il 32% degli italiani ha, infatti, dichiarato di aver ridotto il consumo di pane, e in misura più limitata di pizza, negli ultimi tre anni, principalmente a causa di diete alimentari.

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